spiderpork

News

Primo contatto con Twitter

Non sapevo cosa fare e allora ho pensato di iscrivermi a Twitter, più che altro per occupare uno degli username con cui sono conosciuto su internet.
Provo con andreaurbini come sono iscritto su youtube:

Provo con urbo83 come sono iscritto in numerosi forum:

Provo con urbo come mi chiamano molti amici:

Riprovo con nome e cognome, separati da un punto:

Non si può, perché sono ammessi solo caratteri alfanumerici, ma allo stesso tempo il sistema mi consiglia andrea_urbini: il trattino basso sarebbe un carattere alfanumerico? Da quando? Effettivamente lo accetta come mostra l'immagine qui sotto.

Per il momento basta. Rinuncio all'iscrizione. Non ho scoperto ancora cos'è Twitter ma ora mi ha deluso.

La cartella non può essere aperta

Negli ultimi giorni, Thunar (versione 1.2.3 su ArchLinux) ha mostrato l'errore in figura ogni volta che tentavo di aprire una cartella.


L'applicazione si bloccava (desktop compreso) per un minuto e poi mostrava il messaggio:

Did not receive a reply. Possible causes include: the remote application did not send a reply, the message bus security policy blocked the reply, the reply timeout expired, or the network connection was broken.

Copiando quella frase su Google sono arrivato al bug #775117 di Ubuntu in cui viene indicato che il messaggio è dovuto a Thunar stesso che va in errore di timeout in quanto cerca di montare automaticamente dei dischi di rete che, evidentemente, non sono raggiungibili. Ripensandoci, è possibile che il problema sia venuto fuori dopo che ho trasferito un file dal computer con Windows XP che ho di sotto.

Viene anche indicata una semplice soluzione: è sufficiente aprire il file /usr/share/gvfs/mounts/network.mount modificando la proprietà Automount da true a false.

Ridimensionare immagini con Thunar

Questo script prende in ingresso una lista di file immagine jpeg e la dimensione, in pixel, a cui devono essere ridimensionate. Le immagini ridimensionate vengono poi salvate con il suffisso che indica la dimensione a cui l'immagine è stata ridimensionata. Ho chiamato lo script .resize.sh e l'ho salvato nella mia home. Chiamandolo con
sh .resize.sh 800 image.jpg
il file image.jpg viene ridimensionato alla risoluzione 800x600 e salvato come image_800.jpg.
#!/bin/sh

for file do
  if [ ! -e $file ] 
    then
    continue
  fi
  toname="./"$( echo $file | cut -f1 -d.)"_"$1".jpg"
  convert -geometry $1x$1 -quality 100 "${file}" "${toname}"
done

Va poi aggiunta un'azione personalizzata di Thunar per ogni risoluzione a cui vogliamo ridimensionare le immagini jpeg.
In questo modo, cliccando con il tasto destro su una o più immagini di tipo jpeg appare la voce "Ridimensiona 800".

A mia insaputa

Se qualcuno volesse ristrutturarmi casa a mia insaputa, la cazzuola e il badile sono nel ripostiglio dietro casa.


P.S. Mi danno fastidio polvere e rumore. Cercate essere silenziosi ed invisibili come per la casa di Umberto Bossi.

Nokia 100

La batteria del mio fido Nokia 1100 mi ha abbandonato dopo 6 anni ed acquistarne un'altra avrebbe voluto dire spendere 22 euro. Con tre euro in più ho acquistato il cellulare Nokia 100, che monta la stessa batteria.

Per la prima volta in vita mia ho un cellulare con il display a colori. Di questo ritmo dovrei possedere il primo cellulare con fotocamera nel 2018 e il primo cellulare touchscreen nel 2024. Non male.

Rispetto al vecchio 1100, che ho scoperto essere il cellulare più venduto al mondo, il Nokia 100 è leggermente più piccolo (dalla foto non sembra a causa del grandangolo) e leggero ma dà l'idea di essere un oggetto di plasticaccia tipo un telefono cordless o un telecomando di un condizionatore.

Il display a colori è assolutamente superfluo visto che il telefono non ha porte di comunicazione, non ha fotocamera e non più ricevere MMS: dentro al cellulare non c'è niente di colorato da visualizzare a parte sfondi di dubbio gusto. Pensavo di comprare questo cellulare anche per mio babbo, ma provandolo, mi ha già detto che il display a colori mette a dura prova la sua vista.

Fortunatamente il cellulare è dotato di vivavoce (utile per quando si guida) ed è anche fornito di auricolare che svolge anche la funzione di antenna per la scarsa radio FM che non è nemmeno dotata di RDS (Radio Data System).

In testa al cellulare c'è l'utilissima torcia che, a differenza di quando avveniva sul mio 1100, non si spegne da sola quando entra in funzione il blocco tastiera facendoti rimanere al buio.

Ho notato che la vibrazione è abbastanza scarsa, soprattutto a confronto del Nokia 1100 che già facevo fatica a sentire quando il cellulare non era in una tasca particolarmente attillata.

Una cosa che mi ha lasciato sconvolto ma che, pensandoci bene, è tipica di tutti i nuovi cellulari e smartphone, è l'impossibilità di capire a colpo d'occhio se il cellulare è acceso: nella foto sopra, il Nokia 100 è acceso, ma il display è completamente nero (retroilluminazione spenta). Con i vecchi display monocolore era sempre visibile lo stato del cellulare senza dover interagire con la tastiera. Mi abituerò.

Giro pizza?

Il Giro pizza è stata la sfida di martedì scorso, in trasferta di lavoro, a Verona.

Io e Riccardo entriamo in un'osteria pizzeria nei pressi del centro storico della città con l'Arena. Il cameriere ci porta quasi in fondo alla sala ma poi un dubbio lo sconvolge: "siete qua per il giro pizza?" chiede. Noi non sapendo di cosa stia parlando rispondiamo con un generico "può essere". Ci fa tornare indietro e ci mette a sedere vicino alla cucina.

Al momento di ordinare chiediamo cosa sia il Giro pizza: paghi 10 euro bevande escluse e puoi mangiare tutta la pizza che vuoi. Bene, allora che Giro pizza sia.

Arriva la prima pizza per due: una bestia di sessanta centimetri di diametro, di gusti misti e veramente buona. In un attimo scompare. Il cameriere torna e ci chiede se vogliamo continuare il giro. "Certamente, altrimenti dov'è il vantaggio?" rispondiamo noi. "Attenzione", ci avverte lui, "se non finite la pizza, dovete pagarla oltre ai 10 euro". Ok, andiamo avanti, altra pizza per due. Sempre molto buona ma cavolo è sempre più fatica mandarla giù. Nel frattempo noto che i camerieri continuano a girare avanti e indietro osservando il nostro tavolo: vogliono assicurarsi che non nascondiamo la pizza sotto al tavolo o da qualche altra parte! Ora capisco perché non ci ha messo a fondo sala in una posizione nascosta.
Ad un certo punto, oltre ad osservare con attenzione il tavolo, inziano ad incoraggiarci alla veronese*: "Se non la finite la dovete pagare!". Ok, ormai è diventata una sfida tra noi e loro. La cena ci verrà rimborsata quindi non è un problema di soldi. E' un problema di orgoglio: romagnoli contro veronesi.

Riusciamo incredibilmente a finire la pizza: Riccardo sta lentamente esplodendo e si lamenta di aver praticamente annullato il regime di dieta che teneva da alcuni mesi. Alla fine cameriere ci porta il caffé e ci offre il digestivo per concludere la serata. Veramente una bella mangiata.

____________________________
* volto inflessibile e senza una briciola di sorriso.